Coding e robotica educativa nella scuola primaria

coding

Quando mi hanno detto che avrei guidato una classe di bambini di 5 anni alla scoperta del coding, ho pensato immediatamente ad un percorso che mettesse insieme le mie recenti esperienze sul tema. L’idea era quella di creare un percorso ludico e didattico, dove i bambini potessero apprendere le basi del coding giocando.

Coding unplugged

Ho immaginato quindi di alternare, sia durante il percorso che nella stessa giornata, diversi tipi di attività di coding con e senza tablet (unplugged), l’uso di alcuni giochi di robotica educativa e delle attività di storytelling.
Avendo 3 ore a disposizione durante ogni incontro (che non sono poche!) tutto è andato come previsto e la classe si è fatta coinvolgere positivamente in questo schema di attività alternate che avevo ipotizzato.

Vi racconto brevemente le attività svolte, sperando di poter aiutare chi si trova ad affrontare queste tematiche con bambini così piccoli.

Nel programma ho inserito una serie di attività ludiche che mirano a sviluppare nei bambini le capacità di problem solving, pensiero creativo, pensiero logico sequenziale ed a fornire le basi del coding e della creatività digitale.

Abbiamo aperto il percorso con un piccolo gioco che invitasse i bambini a riflettere sulle attività che svolgono nel tempo libero, con particolare riferimento a quelle che includono device elettronici. I risultati emersi meriterebbero una discussione approfondita, ma passiamo alle attività di coding che sono il centro di questo post.

Le attività del percorso di Coding e robotica educativa

Le attività svolte sono:

L’utilizzo del tablet per apprendere le basi del coding ha occupato solitamente l’ora centrale. Una decisione condivisa con la classe che spontaneamente avrebbe privilegiato un uso “indiscriminato” del tablet.
Abbiamo anche sfruttato i tablet a disposizione per documentare tutte le attività che svolgevamo. I bambini agivano a turno da registi, videomaker o attori per spiegare quello che stavano facendo e che emozioni provavano.
Questo tipo di attività (che io chiamo di creatività digitale) ha riscosso particolare successo presso i bambini. Confermando l’idea che anche il solo utilizzo della fotocamera del tablet, se inserito in un’attività ben progettata, può servire a sviluppare nuove abilità e comportamenti positivi.

Le attività di successo

3 sono state le attività che ci hanno permesso di mettere in moto un numero maggiore di dinamiche creative in classe:

  • l’utilizzo del gioco Doc-Coding Lab della Clementoni
  • l’utilizzo dei dadi per lo Storytelling
  • la combinazione degli esercizi di Coding con una storia originale

Coding con Doc-Coding Lab della Clementoni

Doc è un robot programmabile utilizzando i pulsanti sulla sua testa. Il robot si muove su un tabellone dove sono riportati alcuni oggetti e luoghi che fanno parte delle sue “sfide”. Il bambino svolge il ruolo del programmatore. Le sfide sono di difficoltà differente, quindi abbiamo utilizzato il gioco più volte.

Il gioco è stato utile anche per introdurre il concetto di bug, errore, e riprogrammazione degli input dati al robot.

I bambini avevano già familiarizzato con questi concetti giocando a turno a fare il robot ed il programmatore su un tappeto a quadratoni. Tuttavia, va detto che il confronto con il robot è stato molto più stimolante per loro.

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L’utilizzo dei dadi per lo storytelling

L’attività consiste nell’inventare una storia in gruppo utilizzando gli elementi riportati sui dadi.  Per prima cosa si lanciano i dadi, poi a turno i bambini dicono a voce alta cosa è rappresentato su ciascun dado, infine si iniziano a fare delle ipotesi sulla storia che potrebbe scaturire.
Per semplificare il gioco e  renderlo al contempo di gruppo, abbiamo deciso di ordinare i dadi in linea sequenziale rispetto a quando entrano in scena nella storia. In questo modo ciascun bambino ha raccontato la sua storia utilizzando la stessa sequenza di elementi degli altri.
Questa attività di storytelling è stata di grande stimolo per i bambini, al punto che abbiamo creato diverse varianti al gioco, abbiamo fatto dei disegni che riassumessero la storia ed abbiamo creato delle griglie su carta per riprodurre le varie combinazioni possibili dei dadi.

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La combinazione degli esercizi di coding con una storia

Seguendo una serie di indicazioni di esperti trovate in rete, avevo pensato di usare una storia piuttosto lunga e complessa come sfondo agli esercizi di coding. Il primo giorno ho utilizzato dunque la storia de “Il mago di Oz” fornendo ai bambini le schede dei personaggi e dei momenti salienti della storia.
Successivamente ho pensato di scrivere una storia che contenesse elementi familiari ai bambini e richiamasse il titolo del percorso “il gioco dell’ape”. Ho scritto quindi la storia di un’ape che in una “fuga” dall’alveare scopre tutte le meraviglie di Ercolano, dal Vesuvio con le sue ginestre, al mare.
L’ape è diventata poi la protagonista delle schede di coding unplugged, circa 10, a difficoltà crescente. Nell’ultima scheda sono stati rappresentati tutti gli elementi della storia ed i bambini dovevano tracciare le sequenze più efficienti per far compiere all’ape il percorso.
Questa serie di attività è stata fondamentale per introdurre i concetti chiave del coding che ci eravamo prefissi.
Nell’ultimo incontro i bambini hanno creato dei nuovi percorsi usando i personaggi della storia, hanno creato le sequenze di comandi che riproducessero la “loro” storia e le hanno condivise con altri bambini per la verifica.

Coding e Storytelling

Questa originale combinazione di storytelling e coding è stata poi presentata ad una manifestazione dedicate alle scuole ed alcuni bambini hanno avuto l’opportunità di spiegare il percorso didattico compiuto.

coding

 

Il percorso descritto si è svolto presso la scuola Iovino Scotellaro di Ercolano nei mesi di dicembre-marzo. Personalmente ringrazio il preside, le insegnanti, le coordinatrici del progetto, i bambini ed i genitori per l’accoglienza e la partecipazione.
Uno degli incontri ricadeva nel periodo di Carnevale e con il contributo di tutta la scuola abbiamo organizzato una splendida festa a tema Minecraft con travestimenti fatti a mano, merenda e fotografo. E’ stato un momento molto bello, non previsto, che testimonia l’affetto di chi guida questa scuola verso i bambini.

La scrittura tecnica | Apprendi le basi e migliora le tue capacità

scrittura tecnica

In questo quarto articolo della serie Imparare a scrivere, affrontiamo il tema della scrittura tecnica.

La scrittura tecnica riguarda la scrittura o la redazione della comunicazione tecnica utilizzata in campi tecnici e professionali. Fanno largo uso di scrittura tecnica i settori dell’hardware e software, l’ingegneria, la chimica, la robotica, la finanza, così come la medicina e l’elettronica di consumo.
La scrittura tecnica comprende anche un sottoinsieme ampio di testi scritti che rientra nell’ambito della comunicazione tecnica.
La Society for Technical Communication (Società per la Comunicazione Tecnica) definisce la comunicazione tecnica come qualsiasi forma di comunicazione che presenti una o più delle seguenti caratteristiche:

  • comunicare su argomenti tecnici o specializzati, come applicazioni informatiche, procedure mediche o normative ambientali;
  • comunicare utilizzando la tecnologia, come pagine Web, file di guida o social media;
  • fornendo istruzioni su come fare qualcosa, indipendentemente da quanto sia tecnica l’attività.

La scrittura tecnica ha lo scopo di semplificare la comprensione dell’oggetto della comunicazione, per questo è caratterizzata da semplicità stilistica, essenzialità e chiarezza di linguaggio. La scrittura tecnica non deve comprendere né componenti emotive, né strategie linguistiche, poiché il suo unico obiettivo è informare.

L’efficacia di un testo tecnico-scientifico è legata alla sua comprensibilità. Per questo lo scritto dovrà avere le caratteristiche di:

  • Precisione, cioè scelta accurata delle parole e delle informazioni riportate e loro
    precedente verifica;
  • Funzionalità, cioè una concreta e reale utilità delle informazioni;
  • Essenzialità, cioè contenuti organizzati secondo stesure che ne permettano la chiara e
    immediata comprensione.

Il layout e la grafica nella scrittura tecnica

Un testo tecnico deve avere una struttura chiara che sia immediatamente evidente al lettore.
Non si tratta solo di quello che dici. È come la presenti. La tua scrittura ha bisogno di una struttura chiara. Non puoi scaricare semplicemente una serie di dati e aspettarti che il tuo lettore ne dia un senso. Pensa al tuo ordine di presentazione.

  • Cosa deve essere spiegato prima?
  • Qual’è la migliore sequenza?
  • Dove c’è bisogno di dare più spiegazioni, e che cosa può invece essere semplificato?

La tua scrittura dovrebbe presentare un chiaro percorso di sviluppo, che passi dolcemente da un punto all’altro senza grossi salti, e dovrebbe chiaramente enfatizzare le idee cruciali.

La chiave per strutturare un testo è il layout. Il layout non riguarda l’aspetto puramente estetico. Si tratta di essere chiari e comprensibili (anche se non dovresti mai sottovalutare il valore dell’aspetto estetico).
I migliori scrittori tecnici hanno compreso come utilizzare un layout per rendere chiaro il loro messaggio. Senza nessun inganno, si vuole portare il lettore a mettere a fuoco il punto desiderato. Utilizza dunque le tecniche di layout, come gli elenchi puntati o numerati, le parole chiave in grassetto e le interruzioni di pagina, per attirare l’attenzione e sottolineare i punti chiave. Le persone ricordano meglio ciò che si evidenzia di più. Usa tutto questo a tuo vantaggio.

La grafica può aiutare a illustrare il tuo messaggio. Nella scrittura tecnica, l’obiettivo della grafica è quello di aiutare a trasmettere le informazioni non come mera decorazione. Una grafica mal progettata può confondere i lettori e fare più male che bene. Se usi degli screenshot, ricorda che devono essere leggibili.

Errori da evitare

Un errore grossolano, ma classico dei testi tecnici è legato all’utilizzo di tecnicismi fuori contesto, di ipertecnicismi o ad un eccessivo uso di acronimi, sigle e abbreviazioni.
L’utilizzo di questi termini banalizza il testo o, al contrario, allontana il lettore che può arrivare a pensare di non sentirsi all’altezza!
Se non si può fare a meno di utilizzarli, è opportuno introdurre delle note, o ancora meglio, un glossario.

 

Questo articolo è parte di una serie dedicata ad imparare a scrivere:

Photo by Bram Naus on Unsplash