Il viaggio dell’eroe o dell’eroina

il viaggio dell'eroe

Il Viaggio dell’Eroe, anche noto come “monomito”, è un concetto teorizzato e popolarizzato da Joseph Campbell nel suo libro “L’eroe dai mille volti”. Questo modello descrive un archetipo narrativo universale che si ritrova in molte delle storie e miti di diverse culture. Campbell ha identificato una serie di fasi che compongono questo viaggio, caratterizzando il percorso tipico che un eroe o un’eroina compie nelle narrazioni.

Le fasi del viaggio dell'eroe

Ecco una descrizione più dettagliata delle fasi principali del viaggio dell’eroe:

  • Chiamata all’avventura: L’eroe inizia in un mondo ordinario, ma riceve una chiamata a intraprendere un’avventura o una missione. Questa chiamata può essere un invito a cambiare o un evento che forza l’eroe fuori dalla sua routine quotidiana.

  • Rifiuto della chiamata: Inizialmente, l’eroe può esitare o rifiutare la chiamata all’avventura, spesso per paura dell’ignoto o per senso di dovere o inadeguatezza.
  • Incontro con il mentore: L’eroe incontra un mentore che lo incoraggia, lo istruisce o gli dona oggetti magici per aiutarlo nel suo viaggio. Il mentore fornisce la spinta necessaria per superare le iniziali incertezze.
  • Attraversamento della prima soglia: L’eroe lascia il mondo ordinario e entra nel mondo dell’avventura. Questo è il punto in cui inizia ufficialmente il suo viaggio.
  • Prove, alleati e nemici: Mentre viaggia, l’eroe affronta una serie di prove, incontra alleati che lo aiutano e nemici da combattere. Queste esperienze lo preparano per la sfida maggiore che sta per affrontare.
  • Approccio alla caverna più profonda: L’eroe si avvicina al luogo della sua prova più grande, spesso una posizione o una situazione che ha grande importanza personale o simbolica.
  • Prova suprema: Questa è la fase centrale del viaggio dell’eroe, dove affronta la sua più grande sfida. La prova spesso richiede all’eroe di affrontare la sua paura più profonda e di usare tutte le abilità e le lezioni apprese lungo il percorso.
  • Ricompensa: Dopo aver superato la prova, l’eroe ottiene una ricompensa. Può essere un oggetto di grande valore, un segreto rivelato, o un’importante autorealizzazione.
  • Il Cammino di ritorno: L’eroe inizia il suo viaggio di ritorno al mondo ordinario, ma spesso con nuove sfide da superare.
  • Resurrezione dell’eroe: Questa è l’ultima prova dell’eroe, in cui affronta la morte o la sua paura più grande e emerge trasformato.
  • Ritorno con l’elisir: L’eroe ritorna nel mondo ordinario, ma è cambiato. Porta con sé una qualche forma di “elisir”, che può essere una conoscenza, un’esperienza o un oggetto salvato durante il viaggio, che può essere utile al suo mondo originale.

Infografica sul viaggio dell'eroe

 

Il viaggio dell’eroe

Il Viaggio dell’Eroe è un potente strumento per analizzare e comprendere la struttura delle storie. È stato adottato e adattato in molti contesti narrativi, inclusi film, romanzi, miti e perfino nella pubblicità e nel marketing, dove la struttura del viaggio dell’eroe viene utilizzata per creare narrazioni persuasive e coinvolgenti.

Il viaggio dell'eroe: alcuni esempi

Ci sono molti esempi classici di storie che seguono il modello del Viaggio dell’Eroe oltre a quelli ben noti come “Star Wars” e “Il Signore degli Anelli”. Ecco alcuni esempi provenienti da varie culture e periodi storici:

L’Odissea di Omero: Quest’opera epica è uno degli esempi più antichi e influenti del Viaggio dell’Eroe. Ulisse, l’eroe dell’Odissea, affronta un lungo viaggio pieno di sfide e prove dopo la Guerra di Troia, per ritornare a casa da sua moglie Penelope.

Il Mito di Re Artù: La leggenda di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda contiene molti elementi del Viaggio dell’Eroe, inclusa la ricerca del Sacro Graal. Artù stesso, dalla sua ascesa al trono a Camelot alla ricerca del Graal, esemplifica molte fasi del percorso eroico.

La Divina Commedia di Dante Alighieri: In questa epica letteraria, Dante intraprende un viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. Lungo il percorso, affronta molte sfide, riceve guida e saggezza da Virgilio e da Beatrice, e alla fine ritorna trasformato dalla sua esperienza.

Moby Dick di Herman Melville: La narrazione della caccia ossessiva del Capitano Ahab alla grande balena bianca è un altro esempio di Viaggio dell’Eroe, con Ahab che affronta sia conflitti interni che esterni nella sua lotta con Moby Dick.

Aladino e la Lampada Magica: Questa famosa storia delle Mille e Una Notte segue il giovane Aladino nel suo viaggio, dalla povertà alla ricchezza, dal confronto con il male alla conquista dell’amore, grazie all’aiuto del genio della lampada.

Harry Potter di J.K. Rowling: Anche se moderno, questo è un esempio classico del Viaggio dell’Eroe nella letteratura contemporanea. Harry Potter passa attraverso molte delle fasi descritte da Campbell, dalla sua chiamata all’avventura a Privet Drive al suo confronto finale con Voldemort.

Spirited Away di Hayao Miyazaki: In questo film d’animazione, la giovane Chihiro attraversa un viaggio eroico attraverso un mondo magico, affrontando prove e crescendo personalmente per salvare i suoi genitori.

Una storia che riflette problemi reali

Il viaggio dell’eroe può essere adattato anche in una storia che riflette problemi reali e profondi, come il razzismo, l’ingiustizia e la perdita dell’innocenza, in un contesto non fantastico. To Kill a Mockingbird (“Il buio oltre la siepe”) di Harper Lee è un celebre romanzo che racconta la storia di crescita di Scout Finch in una piccola città dell’Alabama durante gli anni ’30. Sebbene non sia un racconto fantasy, la struttura narrativa segue molte delle tappe del Viaggio dell’Eroe. Scout, insieme a suo fratello Jem e al loro amico Dill, affronta una serie di sfide che culminano nel drammatico processo in cui suo padre, Atticus Finch, difende un uomo nero ingiustamente accusato di stupro. Attraverso queste esperienze, Scout impara lezioni importanti sulla giustizia, l’empatia e la complessità umana. Il suo viaggio dalla naïveté infantile alla consapevolezza sociale rappresenta un percorso di maturazione personale che incorpora molte delle fasi descritte da Campbell, come l’incontro con il mentore (Atticus) e la prova suprema (il processo e gli eventi correlati).

Questi esempi dimostrano come il viaggio dell’eroe sia un modello versatile e potente, applicabile a una vasta gamma di storie e generi, e come continui a influenzare la narrazione attraverso diverse culture e epoche.

La struttura narrativa: come si crea una storia

struttura narrativa

Partiamo da un domanda: che cosa, esattamente, rende una storia tale? 

Anche se noi raccontiamo storie sin dall’inizio della storia, non abbiamo osservato la loro struttura fino al 335 aC circa. Questo è quando Aristotele ha affermato che tutte le storie hanno un inizio, un intermezzo e una fine.

E dai giorni di Aristotele, abbiamo approfondito la struttura delle storie e abbiamo imparato che non è solo “circa l’inizio, il centro e la fine”. Una buona storia ha anche un arco narrativo.

5 elementi classici della struttura narrativa

Una struttura narrativa tradizionale ha cinque elementi disposti immaginariamente su un arco:

Esposizione. Questa è l’introduzione del lettore alla storia. L’esposizione offre informazioni di base per incuriosire il pubblico sul resto della storia, tra cui l’introduzione dei personaggi principali (il “chi”), l’impostazione (il “dove”) e le circostanze o il periodo di tempo (il “quando”) .

Azione crescente. Qui è quando il conflitto inizia a salire. L’azione crescente di solito inizia con quello che viene chiamato un “incidente scatenante”, ovvero l’evento che mette in moto i principali eventi della storia. Il pubblico a questo punto inizia a vedere di cosa tratta davvero la tua storia.

Climax. Questo è il punto più alto di tensione nella trama, e spesso il punto in cui convergono tutte le diverse sottotrame ed i personaggi. In genere, il climax richiede che il personaggio principale affronti la verità o faccia una scelta importante.

Azione calante. Si tratta di ciò che accade a seguito della decisione del protagonista. Durante l’azione calante, il conflitto lascia il posto alla risoluzione. La tensione inizia a dissiparsi.

Risoluzione. Ecco come finisce la tua storia. La risoluzione di un arco narrativo non è sempre felice, ma chiude il ciclo e mostra come gli eventi della storia hanno cambiato i personaggi e il mondo che li circonda.

Questa struttura narrativa (arco narrativo) è stata resa famosa dallo scrittore tedesco Gustav Freytag.

arco narrativo

Le storie traggono vantaggio dalla cognizione (processo di acquisizione di conoscenze e comprensione) umana. Costruiscono connessioni e contesto intorno ai fatti per renderli più memorabili.

Le storie che sono personali e coinvolgenti emozionalmente coinvolgono maggiormente il cervello del pubblico, e quindi sono  ricordate meglio, rispetto ad un semplice elenco di fatti.

Secondo Bruner il pensiero narrativo è uno dei due modi principali di pensiero con cui gli esseri umani organizzano e gestiscono la loro conoscenza del mondo, anzi strutturano la loro stessa esperienza immediata.

Nel 1991, Bruner ha pubblicato un articolo in Critical Inquiry intitolato “The Narrative Construction of Reality“. In questo articolo, ha sostenuto che la mente struttura il suo senso della realtà attraverso la mediazione di “prodotti culturali, come il linguaggio e altri sistemi simbolici”. Bruner si concentra in particolare sull’idea di narrativa come uno di questi prodotti culturali. Definisce la narrazione attraverso 10 elementi:

  • Sequenzialità: l’idea che le narrazioni avvengano nella direzione del tempo.
  • Particolarità: l’idea che le narrazioni trattino eventi particolari, sebbene alcuni eventi possano essere vaghi e generali.
  • Intenzionalità: il concetto che i personaggi all’interno di una narrazione abbiano “credenze, desideri, teorie, valori e così via” (7).
  • Componibilità ermeneutica: la teoria secondo cui le narrazioni possono essere interpretate come una serie selezionata di eventi che costituiscono una “storia” (il tutto).
  • Canonicità e violazione: l’affermazione secondo cui le storie riguardano qualcosa di insolito che “viola” lo stato canonico (cioè normale).
  • Referenzialità: il principio secondo cui una storia fa riferimento in qualche modo alla realtà (verosimiglianza), sebbene non in modo diretto.
  • Generalità: iquesta è la caratteristica della narrativa in base alla quale la storia può essere classificata come un genere.
  • Normatività: l’osservazione che la narrazione in qualche modo suppone un’affermazione su come si dovrebbe agire. Ciò deriva dalla canonicità e dalla violazione.
  • Sensibilità al contesto e negoziabilità: correlata alla componibilità ermeneutica, questa è la caratteristica per cui la narrativa richiede un ruolo negoziato tra autore o testo e lettore, inclusa l’assegnazione di un contesto alla narrazione e idee come la sospensione dell’incredulità.
  • Accantonamento narrativo: infine, l’idea che le storie siano cumulative, cioè che nuove storie seguano da quelle più vecchie.

Bruner osserva che queste dieci caratteristiche descrivono in maniera immediata la narrazione e la realtà costruita e posta dalla narrativa, che a sua volta ci insegna la natura della realtà costruita dalla mente umana attraverso la narrazione.

Narrare per stimolare il cambiamento

La narrazione è da sempre usata dall’essere umano. È uno strumento importante di interpretazione della realtà per interagire con il mondo sociale nel quale noi esseri umani viviamo. È dunque un modo per comprendere tutto quanto ci circonda e per trasmetterlo agli altri.

La narrazione diventa uno strumento fondamentale per la costruzione di significati e per facilitare i processi di cambiamento sociale e organizzativo. Le storie sono un modo efficace per trasmettere informazioni e valori importanti.

Ciò significa che anche se il tuo pubblico parte con un atteggiamento critico, usando una tecnica di narrazione puoi spostare l’umore del tuo pubblico verso empatia, cooperazione e sostegno al tuo messaggio. Conoscere ed interpretare la struttura narrativa è un ottimo punto di partenza per creare storie che producano coinvolgimento e stimolino il cambiamento.

 

Vuoi migliorare la tua capacità di scrittura? Leggi anche questo articolo.

La scrittura tecnica | Apprendi le basi e migliora le tue capacità

scrittura tecnica

In questo quarto articolo della serie Imparare a scrivere, affrontiamo il tema della scrittura tecnica.

La scrittura tecnica riguarda la scrittura o la redazione della comunicazione tecnica utilizzata in campi tecnici e professionali. Fanno largo uso di scrittura tecnica i settori dell’hardware e software, l’ingegneria, la chimica, la robotica, la finanza, così come la medicina e l’elettronica di consumo.
La scrittura tecnica comprende anche un sottoinsieme ampio di testi scritti che rientra nell’ambito della comunicazione tecnica.
La Society for Technical Communication (Società per la Comunicazione Tecnica) definisce la comunicazione tecnica come qualsiasi forma di comunicazione che presenti una o più delle seguenti caratteristiche:

  • comunicare su argomenti tecnici o specializzati, come applicazioni informatiche, procedure mediche o normative ambientali;
  • comunicare utilizzando la tecnologia, come pagine Web, file di guida o social media;
  • fornendo istruzioni su come fare qualcosa, indipendentemente da quanto sia tecnica l’attività.

La scrittura tecnica ha lo scopo di semplificare la comprensione dell’oggetto della comunicazione, per questo è caratterizzata da semplicità stilistica, essenzialità e chiarezza di linguaggio. La scrittura tecnica non deve comprendere né componenti emotive, né strategie linguistiche, poiché il suo unico obiettivo è informare.

L’efficacia di un testo tecnico-scientifico è legata alla sua comprensibilità. Per questo lo scritto dovrà avere le caratteristiche di:

  • Precisione, cioè scelta accurata delle parole e delle informazioni riportate e loro
    precedente verifica;
  • Funzionalità, cioè una concreta e reale utilità delle informazioni;
  • Essenzialità, cioè contenuti organizzati secondo stesure che ne permettano la chiara e
    immediata comprensione.

Il layout e la grafica nella scrittura tecnica

Un testo tecnico deve avere una struttura chiara che sia immediatamente evidente al lettore.
Non si tratta solo di quello che dici. È come la presenti. La tua scrittura ha bisogno di una struttura chiara. Non puoi scaricare semplicemente una serie di dati e aspettarti che il tuo lettore ne dia un senso. Pensa al tuo ordine di presentazione.

  • Cosa deve essere spiegato prima?
  • Qual’è la migliore sequenza?
  • Dove c’è bisogno di dare più spiegazioni, e che cosa può invece essere semplificato?

La tua scrittura dovrebbe presentare un chiaro percorso di sviluppo, che passi dolcemente da un punto all’altro senza grossi salti, e dovrebbe chiaramente enfatizzare le idee cruciali.

La chiave per strutturare un testo è il layout. Il layout non riguarda l’aspetto puramente estetico. Si tratta di essere chiari e comprensibili (anche se non dovresti mai sottovalutare il valore dell’aspetto estetico).
I migliori scrittori tecnici hanno compreso come utilizzare un layout per rendere chiaro il loro messaggio. Senza nessun inganno, si vuole portare il lettore a mettere a fuoco il punto desiderato. Utilizza dunque le tecniche di layout, come gli elenchi puntati o numerati, le parole chiave in grassetto e le interruzioni di pagina, per attirare l’attenzione e sottolineare i punti chiave. Le persone ricordano meglio ciò che si evidenzia di più. Usa tutto questo a tuo vantaggio.

La grafica può aiutare a illustrare il tuo messaggio. Nella scrittura tecnica, l’obiettivo della grafica è quello di aiutare a trasmettere le informazioni non come mera decorazione. Una grafica mal progettata può confondere i lettori e fare più male che bene. Se usi degli screenshot, ricorda che devono essere leggibili.

Errori da evitare

Un errore grossolano, ma classico dei testi tecnici è legato all’utilizzo di tecnicismi fuori contesto, di ipertecnicismi o ad un eccessivo uso di acronimi, sigle e abbreviazioni.
L’utilizzo di questi termini banalizza il testo o, al contrario, allontana il lettore che può arrivare a pensare di non sentirsi all’altezza!
Se non si può fare a meno di utilizzarli, è opportuno introdurre delle note, o ancora meglio, un glossario.

 

Questo articolo è parte di una serie dedicata ad imparare a scrivere:

Photo by Bram Naus on Unsplash

Esercizi di scrittura creativa: scrivere una storia con i dadi

Esercizi di scrittura creativa

In questo articolo parlo di:

Cosa si intende per scrittura creativa

La scrittura creativa si distacca dalla scrittura professionale e dal giornalismo e si avvicina alla scrittura di fiabe, racconti di fantascienza o racconti gialli. La scrittura creativa unisce la scrittura e la creatività, due elementi spesso associati al concetto di dote, di dono.
Entrambe invece possono essere competenze da allenare. E sono sempre più competenze trasversali che vanno oltre il mondo del lavoro, sono come si dice lifeskills.

Esercizi di scrittura creativa

Imparare giocando. E’ da qui che prende vita questo esercizio di scrittura creativa fatto con i dadi per lo storytelling, gli storycubes. Questo esercizio può essere agevolmente svolto in classe ed è utile sia con i ragazzi che con gli adulti.
Il gioco è semplice:

  • si invitano tutti i giocatori ad avvicinarsi al tavolo
  • si lanciano i dadi
  • si osservano le figure rappresentate su ciascuna faccia visibile del dado
  • ciascuno scrive una storia utilizzando tutti gli elementi raffigurati

Questa non è l’unica dinamica di gioco che si può portare avanti con gli storycubes. Si possono inserire diverse varianti tra cui quella nella quale ciascun giocatore lancia un dado e si costruisce la storia seguendo l’ordine di apparizione degli elementi.
Ma la nostra modalità di gioco ha un vantaggio. Richiede di attivare la capacità di visualizzare con mente aperta, dunque creativa, come possono combinarsi insieme gli elementi per costruire una narrazione significativa per gli altri.

Quali sono le altre regole del gioco?

Ci sono poche altre regole da rispettare e possono essere tutte condivise prima di iniziare a giocare.
Quando lo utilizzo in aula, nei corsi per adulti, propongo queste 4 regole:

  • Tutti i giocatori hanno lo stesso tempo a disposizione per scrivere
  • Il tempo deve essere breve (massimo 30 minuti)
  • Non si commenta ad alta voce il significato degli elementi raffigurati sui dadi
  • Tutti leggono ad alta voce la propria storia

Perché usare i dadi storycubes per gli esercizi di scrittura creativa

Usare i dadi per stimolare la scrittura di un piccolo racconto inserisce nell’esercizio creativo la dinamica divertente del gioco. Si crea quel momento di sospensione prima del lancio dei dadi e subito dopo l’elemento di scoperta nel vedere cosa “esce” dai dadi. Chi ama i giochi da tavolo comprende bene quanto questa dinamica di attesa/rivelazione possa essere divertente e stimolante.

Esercizi di scrittura creativa: 7 storie sul fuoco e non solo

Nell’ultima lezione nella quale ho utilizzato i dadi per lo storytelling, gli studenti del corso per Social Media Manager hanno scritto le seguenti storie:

  • Albert
  • Il bambino qualunque
  • Il racconto del nonno
  • C’era una volta nell’attico del grattacielo più alto della città
  • Storia di un impiegato d’ufficio
  • L’ultima avventura
  • Un mistero in città

Vuoi leggere le storie? Clicca qui.

 

Vincere la paura del foglio bianco

paura del foglio bianco

In questo articolo, il terzo della serie dedicata ad Imparare a scrivere, affrontiamo il tema dell’organizzazione delle idee.
“Buttare giù” le idee serve a chiarire il proprio pensiero e a vincere la paura del foglio bianco. È possibile dare da subito ai processi di pensiero una struttura lineare, la cosiddetta scaletta. Oppure, siccome i nostri stessi pensieri debordano con facilità oltre i limiti delle strutture precostituite, possiamo affidarci ad altri processi per raccogliere più idee possibile. La loro organizzazione lineare verrà rimandata ad una fase successiva.

 

Vincere la paura del foglio bianco: le mappe mentali

Un metodo molto seguito è quello del brainstorming, dove all’interno di un gruppo tutti
propongono idee senza un ordine preciso e senza dare alcun tipo di valutazione. Individualmente però questa tecnica è meno utilizzabile. Lo stesso concetto si può estendere all’utilizzo di diagrammi o raggruppamenti dove raccogliere idee tramite libere associazioni. L’approccio più scientifico a queste tecniche di sviluppo delle idee è quello di Tony Buzan, autore di “Mappe mentali”.

Egli evidenzia come “la struttura neuronale della mente umana sia un immenso sistema di elaborazione dati con milioni di nodi e collegamenti”. Gli schemi di pensiero del nostro cervello possono quindi essere rappresentati attraverso un sistema che procede per associazioni ramificate. In questo schema “le linee di pensiero si irradiano da un numero potenzialmente infinito di nodi di dati”.

Per esprimere questo pensiero radiante Buzan consiglia l’uso di mappe mentali.
Le mappe possono rappresentare il pensiero nella sua dinamica, nel suo dispiegarsi, nelle sue associazioni, nella sua attività razionale, deduttiva, induttiva, associativa, immaginativa.
Esse ci possono guidare a ripercorrere e ricostruire processi di pensiero che avevamo compiuto in altri momenti, o che avevano fatto altri.
Ci aiutano inoltre a condividere con colleghi e collaboratori i processi di pensiero, rendendoli più potenti.

Per fare la mappa di un processo di pensiero si parte da una prima idea da cui spunta un ramo, e poi un altro, e pian piano si crea una struttura più o meno complessa che possiamo seguire man mano. In seguito si potrà modificare, ampliare e contrarre.
Come facciamo con il nostro pensiero, anche con una mappa possiamo divagare o tornare sull’idea di partenza, possiamo liberare la fantasia o frenarla con le nostre censure, possiamo complicare i percorsi o semplificarli riducendoli alle direttrici principali.  Le mappe mentali possono essere realizzate su carta o con tool online. In entrambi i casi sono di grande aiuto nel vincere la paura del foglio bianco.

mappa mentale

Il processo di scrittura

In un articolo, che è diventato un classico sulla scrittura, Betty Sue Flowers individua 4 ruoli che si attivano nel processo di scrittura:
– Il matto – con entusiasmo riversa le parole sulla pagina. Se hai mai provato la scrittura libera o lo stile del flusso di coscienza, hai sperimentato il matto.
– L’architetto – organizza il casino. Sceglie cosa è importante conservare e organizza il contenuto in paragrafi.
– Il carpentiere – guarda il pezzo e riorganizza il contenuto in frasi . Si assicura che scorra bene e che ogni frase conduca logicamente alla successiva.
– Il giudice – ispeziona i dettagli e si assicura che la scrittura sia rifinita. Verifica i problemi di grammatica, di ortografia e di punteggiatura.

Comincia allora promettendo al tuo giudice che al prossimo turno chiederai la sua opinione, ma non ora. E poi lascia fluire l’energia del matto. Ricerca ciò che ti interessa sull’argomento, la domanda o l’emozione che solleva in te e rispondi come puoi fare con un amico o un nemico: parla su carta, pagina dopo pagina, e non fermarti a giudicare o correggere le frasi, poi, dopo un certo periodo di tempo, fermati e conserva il foglio e aspetta un giorno.
Betty Sue Flowers

Dalla mappa alla scaletta

Una volta raccolte le idee e visualizzate con l’ordine radiale di una mappa mentale, occorre che confluiscano in una scaletta più razionale che definisca il piano d’azione. Per sapere dove si sta andando occorre focalizzare lo scopo principale del testo, mettendo per iscritto una o due semplici frasi che chiariscano da subito ciò che è essenziale.
La scaletta è completa se e quando definisce nei particolari una catena logica di cause ed effetti che portano alla conclusione prevista. Il lavoro proseguirà con l’accertamento continuo che lo scritto proceda logicamente e rispetti ed identifichi le caratteristiche del pubblico a cui è rivolto. Un’ulteriore e costante verifica sarà quella relativa alla chiarezza: il testo deve comunicare esattamente quello che vogliamo dire, senza mai affastellare concetti e pensieri e mai dimenticare la capacità di comprensione di quanto andiamo dicendo da parte del lettore. Durante la stesura dovrà quindi essere riservata un’attenzione particolare ai toni ed allo stile. Se passa quel momento in cui il lettore sta per dirci di sì, il nostro foglio finisce sotto decine di altre carte o pagine web, e là annega.

Dobbiamo ricordare che la conclusione è il momento buono per fare la nostra richiesta, per chiarire in modo solare qual è lo scopo per cui abbiamo scritto. Non devono esserci frasi complicate né giri di parole nella conclusione.
Solo il succo del nostro obiettivo: cosa vogliamo che il destinatario faccia ovvero la call to action. Se vogliamo invitare a pagare la fattura, inviare un documento, telefonare, contattare una persona, barrare una casella… diciamolo e basta!

La redazione finale

Prima di consegnare qualsiasi documento scritto, infine, è sempre bene sottoporlo ad un lavoro di redazione finale. È utile stabilire una check list suddivisa in due parti.
La prima dovrà effettuare un controllo di sintassi e stile, dall’ortografia delle parole alla punteggiatura, dall’utilizzo di virgolette ed apostrofi, alluso di eccessive costruzioni passive.
La seconda parte della check list metterà a fuoco le questioni di struttura, chiarezza e scorrevolezza dell’insieme. Chiedetevi “Il messaggio lanciato è convincente? La conclusione è coerente?”

Verificate di avere abbastanza esempi specifici a sostegno delle vostre informazioni e controllate che i passaggi tra le varie sezioni siano fluidi e logici e che ci sia un ritmo convincente e coinvolgente per accompagnare la lettura di tutto il documento, sino alla fine.

Un ultimo ma importante consiglio: rileggere ad alta voce! Qualsiasi tipo di testo trae grandi benefici da una lettura ad alta voce. La lettura a mente, infatti, fa guadagnare tempo, ma attiva una funzione del cervello che tampona i vuoti, ignora gli errori e non individua le frasi non perfettamente compiute. Quando invece le parole vengono pronunciate, gli errori si evidenziano con immediatezza!

Sfondo foto creata da jcomp – it.freepik.com

Vincere la paura del foglio bianco è il terzo articolo di una serie dedicata alla scrittura.

Tecniche di scrittura. Imparare a scrivere

tecniche di scrittura
In un mondo che corre, in cui il tempo e l’attenzione sono risorse sempre più scarse, ognuno di noi ha l’obbligo morale di rispettare il proprio interlocutore anche con una scrittura chiara, efficace e curata.
Alfonso Cannavacciuolo
Manuale di copywriting e scrittura per il web: Teoria, pratica e strumenti per scrivere meglio

Chiarezza, coerenza e concisione

In questo secondo articolo della serie “Imparare a scrivere”, parliamo delle tecniche di scrittura utili per il business writer.

Le caratteristiche di una scrittura efficace sono sintetizzate dalla regola delle 3 C:

1. ChiarezzaLa chiarezza è fondamentale nella scrittura efficace. Questo significa che le tue idee dovrebbero essere presentate in modo chiaro e diretto in modo che il lettore possa comprenderle facilmente. Evita frasi complesse o ambigue che potrebbero confondere il lettore. Usa un linguaggio semplice e evita l’uso eccessivo di tecnicismi o parole difficili da capire. Usa esempi concreti e illustrazioni per rendere più chiare le tue idee.

2. Coerenza: La coerenza è un’altra caratteristica chiave di una scrittura efficace. La tua argomentazione dovrebbe procedere in modo logico da un punto all’altro e portare il lettore in modo coerente alla conclusione desiderata. Puoi utilizzare paragrafi di transizione per collegare le diverse parti del tuo testo e garantire una transizione fluida tra le idee. Inoltre, mantieni una struttura coerente nel tuo articolo, ad esempio, utilizzando un formato di paragrafo uniforme e seguendo uno stile di scrittura coerente.

3. ConcisioneLa concisione è essenziale per mantenere il lettore impegnato e interessato. Evita di aggiungere informazioni irrilevanti o ridondanti al tuo testo. Concentrati sulle informazioni essenziali e riduci al minimo l’uso di parole superflue. Usa frasi brevi e dirette per esprimere le tue idee in modo efficace. Revisiona attentamente il tuo testo per eliminare qualsiasi inutile verbosità o ripetizione.

La quarta caratteristica fondamentale di una scrittura efficace è la capacità di convincere il lettore. Oltre a comunicare chiarezza, coerenza e concisione, un buon scrittore deve anche essere in grado di influenzare le opinioni, le idee o i comportamenti del pubblico. Ecco alcuni modi per sviluppare questa capacità:

  • Argomentazione solida: Per persuadere il lettore, devi presentare un argomento solido e convincente. Usa dati, fatti e prove concrete per sostenere le tue affermazioni. Mostra perché la tua posizione è valida e meriterebbe l’attenzione del lettore.
  • Ricerca approfondita: Prima di scrivere, effettua una ricerca approfondita sull’argomento. Questo ti consentirà di avere una comprensione completa e di essere in grado di affrontare le argomentazioni contro la tua posizione.
  • Empatia: Comprendere il punto di vista del tuo pubblico è fondamentale per convincerli. Mettiti nei loro panni e cerca di anticipare le loro obiezioni o preoccupazioni. Affronta queste preoccupazioni nel tuo scritto in modo da dimostrare che hai tenuto conto delle diverse prospettive.
  • Stile persuasivo: Utilizza uno stile di scrittura persuasivo che coinvolga emotivamente il lettore. Puoi farlo utilizzando storie, aneddoti o esempi concreti che colpiscano l’emozione del lettore. Usa anche un tono positivo e motivante per spingere il lettore a considerare la tua posizione.
  • Chiarezza nell’obiettivo: Prima di iniziare a scrivere, è importante avere chiari l’obiettivo e il risultato desiderato. Sai esattamente cosa vuoi che il lettore faccia o pensi dopo aver letto il tuo articolo. Questa chiarezza ti aiuterà a scrivere in modo più persuasivo.

In sintesi, la capacità di convincere è un elemento cruciale della scrittura efficace quando l’obiettivo è influenzare le opinioni o i comportamenti del lettore. Combinando la chiarezza, la coerenza, la concisione e la capacità di convincere, puoi creare un testo potente e influente che raggiunge il suo scopo con successo.

Consigli pratici per la scrittura

I seguenti consigli potranno esserti utili per scrivere con chiarezza ed efficacia:

  • non complicare un pensiero semplice
  • non usare sarcasmi, espressioni gergali, aggettivi peggiorativi o umorismo fuori luogo
  • non cedere ai luoghi comuni: il più delle volte non hanno proprio niente da dire
  • circoscrivi il tema del tuo scritto ad un argomento specifico e trattatalo in modo originale
  • evita un’eccessiva condiscendenza verso il pubblico

Ogni genere di comunicazione ha il proprio lettore. Sebbene sia opportuno ragionare di volta in volta su chi andrà a leggerci alcune regole valgono sempre:

  • Rispettare il livello di competenza del proprio pubblico aiuterà a mantenere l’interesse senza creare distanze tra le parti
  • Pur potendo supporre che i lettori ne sappiano di meno sull’argomento di chi scrive, evitate l’uso di toni paternalistici o di arrogante superiorità

Per non perdere il lettore lungo il percorso della propria esposizione, è utile attuare alcuni accorgimenti. Prima di tutto è opportuno tenere sempre il lettore concentrato sul percorso: anche se si cercherà di divertirlo o di coinvolgerlo, tutto ciò che verrà detto si dovrà sempre ricollegare al punto principale. Un discorso efficace, infatti, contiene sempre chiare indicazioni di percorso che ricordano agli ascoltatori dove sono stati, dove si trovano e dove sono diretti! È possibile anche fare leva sull’interesse personale e parlare al lettore direttamente, con l’uso della seconda persona, se lo scritto non deve avere un’ufficialità troppo alta. Se invece l’intento è quello di essere oggettivo, è opportuno l’uso del si impersonale, ma in questo caso il coinvolgimento sarà certo minore.

Tecniche di scrittura: il questioning

Una tecnica molto usata per tenere alta l’attenzione del lettore è quella del Questioning o Questions and Answers. Il questioning è l’arte di porre le domande per ottenere le risposte. Fondamentale per ogni comunicatore. Nella scrittura, la domanda apre la relazione con il lettore, sposta il centro dell’attenzione su di lui, lo invita a rispondere. Una domanda in apertura di una lettera, o nel post-scriptum, o nel titolo di una relazione, ottiene dal lettore attenzione e disponibilità.

Si può esprimere un concetto in forma affermativa, ma la domanda risulta essere più incisiva, più drammatica, più emotiva.
Spesso le domande sono usate nei titoli, ma anche all’interno dei testi hanno notevole efficacia, soprattutto quando servono a convincere il lettore a fare o pensare qualcosa! La domanda è efficace proprio perché invita a rispondere e quindi apre una relazione con l’interlocutore.

Senti la differenza tra: «Fino a quando abuserai, o Catilina, della nostra pazienza?» e lo stesso pensiero in forma affermativa: «Ehi, Catilina, adesso hai proprio abusato della nostra pazienza». Un abisso, vero? La domanda è più potente, più emotiva, più drammatica.

“Ogni comunicazione scritta opera in vista di un fine – vendere un prodotto, documentare una
riunione, chiarificare una procedura – il cui raggiungimento dipende dall’interazione con il
lettore. Operativamente, se il business writer si adagia sulla ripetizione delle stesse parole, o
sull’utilizzo di altre che si assomigliano tra loro, magari per lunghezza o suono , crea un effetto quasi di fastidio o di noia.”
Alessandro Lucchini, Business Writing

Tecniche di scrittura: la variatio

Lo stesso vale per le frasi che possono avere lo stesso tono o le stesse dimensioni. Tutto questo allontana e rischia di far perdere il proprio lettore, nonostante l’argomentazione buona o l’interesse iniziale alto. Una soluzione arriva dalla saggezza antica ed al contempo attuale dei latini: l’uso della “variatio”, così come ci hanno insegnato a scuola, non permetterà al lettore di adagiarsi sul testo. La variatio, o variazione continua, significa alternanza di parole brevi (più efficaci) e lunghe (meglio assimilabili). Oppure alternanza di periodi veloci e periodi più ampi e meditativi. La variazione inoltre può comprendere tono, ritmo e stile.
In essi l’inserimento di aneddoti esemplificativi, paragoni pertinenti ed immagini chiare ed accattivanti faranno in modo da rendere più efficace qualsiasi argomento.

Tecniche di scrittura: lo storytelling

Il racconto di storie è una tecnica potente nel business writing. Attraverso storie rilevanti e coinvolgenti, un autore può trasmettere messaggi complessi in modo più digeribile. Questo avvicina il lettore, rendendo l’argomento più relatabile e memorabile. Il storytelling può essere utilizzato per illustrare casi di studio, esperienze di clienti, o per spiegare il background di un prodotto o servizio. Le storie aiutano a stabilire una connessione emotiva con il lettore, aumentando l’impatto del messaggio.

Utilizzo di esempi ed analogie

Per rendere i concetti astratti più accessibili e comprendere meglio il testo, l’uso di esempi concreti e analogie può essere estremamente utile. Questo metodo aiuta a spiegare concetti complessi in termini più semplici e familiari. Le analogie permettono ai lettori di collegare nuove idee a quelle già conosciute, facilitando la comprensione e il ricordo. Inoltre, gli esempi e le analogie possono servire a evidenziare i punti chiave del discorso, rendendoli più salienti e di facile assimilazione.

Questo articolo è parte di una serie dedicata ad imparare a scrivere:

Imparare a scrivere: muovere i primi passi

Vincere la paura del foglio bianco

La scrittura tecnica

Imparare a scrivere: muovere i primi passi

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Imparare a scrivere meglio! Quante volte ti sei ripromesso di farlo? In questo articolo, il primo di una serie, vedremo come rendere efficace qualsiasi tipo di comunicazione scritta in ambito professionale, come e-mail, proposte commerciali, executive summary o manuali ad uso interno.

“Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere e scrivere molto. Non conosco stratagemmi per aggirare queste realtà, non conosco scorciatoie.”  Stephen King

Quali sono le capacità di scrittura?

Le capacità di scrittura includono tutte le conoscenze e le abilità relative all’espressione di idee attraverso la parola scritta. La capacità di comunicare chiaramente le idee attraverso la scrittura è molto richiesta dai datori di lavoro in qualsiasi settore. Documenti, e-mail e post ben scritti possono convincere i clienti ad acquistare un prodotto o convincere gli investitori a collaborare con un’azienda.

Anche le conoscenze tecniche sulle convenzioni di scrittura, le guide di stile e la formattazione per diverse situazioni sono una parte importante delle abilità di scrittura.

Sapere quale stile di scrittura adottare in una specifica situazione ed essere in grado di impostare un tono appropriato sul testo, sono entrambe importanti capacità di scrittura che qualsiasi persona può utilizzare al lavoro.

Ecco alcuni esempi di capacità/abilità di scrittura

  • Chiarezza: La capacità di esprimere le idee in modo chiaro e comprensibile, evitando ambiguità o confusioni.
  • Coerenza: La capacità di mantenere una struttura logica e un flusso coerente all’interno del testo, collegando le idee in modo fluido.
  • Concisione: La capacità di comunicare in modo efficace utilizzando il minor numero di parole necessario, eliminando informazioni superflue o ripetizioni.
  • Capacità di convincere: La capacità di persuadere il lettore o l’audience attraverso argomentazioni convincenti e fatti solidi.
  • Creatività: La capacità di pensare in modo creativo e trovare nuove idee, espressioni o approcci alla scrittura che catturino l’attenzione del lettore.
  • Correttezza grammaticale e sintattica: La capacità di utilizzare la grammatica e la sintassi correttamente per evitare errori di scrittura.
  • Ricerca: La capacità di condurre ricerche approfondite su un determinato argomento per acquisire una comprensione completa e fornire informazioni accurate.
  • Revisione e editing: La capacità di rivedere e modificare il proprio lavoro in modo critico per migliorare la coerenza, la chiarezza e l’accuratezza.
  • Adattabilità dello stile: La capacità di adattare il proprio stile di scrittura in base all’audience e al tipo di documento (ad esempio, scrittura accademica, scrittura creativa, scrittura tecnica, ecc.).
  • Empatia: La capacità di mettersi nei panni del lettore o dell’audience per comprendere le loro esigenze, interessi e prospettive.
  • Organizzazione: La capacità di organizzare le idee in modo logico e strutturato, utilizzando paragrafi, sezioni e sottotitoli quando necessario.
  • Stile personale: Lo sviluppo di uno stile di scrittura unico e riconoscibile che rifletta la personalità e la voce dell’autore.
  • Gestione del tempo: La capacità di pianificare il proprio lavoro di scrittura, stabilendo scadenze e rispettandole.
  • Sensibilità linguistica: La capacità di utilizzare il linguaggio in modo appropriato in base al contesto e alla situazione comunicativa.
  • Versatilità: La capacità di scrivere su una varietà di argomenti e generi, adattandosi alle esigenze del progetto.

Si tratta di capacità ed abilità che possono essere acquisite a qualsiasi età. Basta avere la giusta motivazione.

 

Perché imparare a scrivere?

Saper scrivere correttamente e con efficacia, in ambito professionale, è un requisito fondamentale per tutte le figure attive in diversi ruoli: dal manager alla segretaria, dal libero professionista all’addetto al customer care.

#Essere credibile

I bravi scrittori sono credibili, ovvero sono percepiti come più affidabili e degni di fiducia. Ed è piuttosto facile da dimostrare. Immagina di ricevere un’e-mail in cui noti abbreviazioni strane e parole errate. Quale sarà la prima impressione sul mittente? 

Sono possibili due opzioni e nessuna è soddisfacente per il mittente. O la persona è incompetente e trascura la correzione delle bozze o semplicemente è scarsamente intelligente.

Lo stesso messaggio scritto correttamente e con il giusto tono di voce, al contrario ci fa apparire credibili. Ed a partire da questa prima impressione, si può generare una relazione di fiducia con l’interlocutore.

#Stimolare il cambiamento

Saper maneggiare sapientemente la scrittura, non solo aumenta la propria credibilità ma facilita l’approvazione delle proprie proposte. La comunicazione infatti, è uno strumento fondamentale per il cambiamento. Informare le persone coinvolte in una proposta proposta è fondamentale per la loro partecipazione attiva, ma potrebbe non bastare!

Affinché i dipendenti o i collaboratori comprendano un nuovo progetto ed attivino le proprie energie, servono messaggi chiari ed esempi concreti.

Facciamo un esempio. Un’azienda annuncia un piano di cambiamento interno che ha una ricaduta diretta sull’operatività dei dipendenti. La comunicazione per essere efficace dovrà essere sempre a doppio senso. Se le persone partecipano alla progettazione dei nuovi processi è molto più probabile che poi li utilizzino.

#Persuadere

Il business writing ruota tutto intorno alla persuasione. Le aziende ed i loro dipendenti hanno come obiettivi vendere quanti più prodotti/servizi possibili ed entrare in contatto con un numero considerevole di potenziali acquirenti. 

Un blog convincente può costruire la reputazione di un’azienda, dei suo prodotti e dei suoi manager o opinion leader. Anche i post sui social media o le email supportano lo stesso obiettivo. Ma non si deve mai apparire insistenti o eccessivamente spinti verso la chiusura di un accordo o di un contratto. 

Un tono giusto nel business writing può fare miracoli per la crescita di un’azienda. Mentre alcune persone sembrano naturalmente convincenti, altre devono sviluppare un peculiare tone of voice. Imparano a caratterizzare i contenuti con l’energia creativa e a far trasparire la loro personalità attraverso ogni testo che creano per scopi commerciali.

#Convincere

La necessità di persuadere con mezzi più o meno occulti si è avuta in particolare con la diffusione dei mass media ed ha riguardato soprattutto l’ambito dei consumi. Quando tuttavia, anziché di persuasione si parla di “convinzione” lo scambio dell’informazione o del messaggio avviene in maniera condivisa. L’efficacia di questa comunicazione sta nel dare come risultato un consenso spontaneo, così come dice la parola stessa: convincere, cioè “vincere con”. Quindi vincere insieme!

L’autore di una proposta commerciale efficace venderà il prodotto, chi lo acquista avrà il beneficio che si aspettava. Entrambi vincono. Per lo scrittore adottare un atteggiamento piuttosto che l’altro, lo condiziona nella stesura della proposta. Nel primo caso risulterà più lontano, più freddo, più subdolo e quindi meno convincente. Se si metterà a fianco del lettore, sarà in grado meglio di convincerlo!

#Altre ragioni per imparare a scrivere

Acquisire o migliorare le tue capacità di scrittura di consentirà inoltre:

  • emergere dalla massa e farti notare
  • rafforzare il legame con i membri del tuo team
  • evitare fraintendimenti e ridurre dunque i rischi

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Questo articolo è parte di una serie dedicata a “Imparare a scrivere“:

Scrittura creativa: 7 storie sul fuoco e non solo

Scrittura creativa

Scrittura creativa: 7 storie

Le storie che seguono sono state scritte in aula nel contesto di un esercizio di scrittura creativa condotto utilizzando dei dadi per lo storytelling.

Ciascun autore ha avuto a disposizione 30 minuti per scrivere la storia.

    • Albert di Agrippino Peruggio
    • Il bambino qualunque di Serena Giorgio De Dilectis
    • Il racconto del nonno di Maria Soviero
    • C’era una volta nell’attico del grattacielo più alto della città di Christian D’Andrea
    • Storia di un impiegato di Riccardo di Mare
    • L’ultima avventura di Valerio di Mare
    • Un mistero in città di Nunzia de Francesco

 

Albert

Viveva in un grattacielo, una costruzione fatiscente logorata dal tempo, un bambino di nome Albert, minuto e con addosso un vestitino che ricorda molto un cono capovolto. Una mattina d’estate, alzatosi per andare a fare colazione mise sul fuoco un pentolino per scaldare il latte, tornando in camera si accorse che il suo bastone in edizione limitata di Gandalf il grigio cadde dalla parete.
Era l’oggetto più prezioso che avesse, lo raccolse e perse del tempo per verificare che non fosse danneggiato. Quando ad un tratto si accorse che del fumo proveniva dalla cucina, impaurito si rese conto che il pentolino con il manico di plastica aveva preso fuoco, scatenando un principio d’incendio: la sua più grande paura stava prendendo vita. Resosi conto di avere il bastone magico ancora tra le mani, provò a sferrare un incantesimo in direzione del fuoco, ma dal bastone non uscì alcuna magia.
L’incendio si propagava troppo velocemente e il bastone continuava a non funzionare nonostante avesse esclamato più volte “TU DA QUI NON PUOI PASSARE!”. I genitori sentendo le grida del bambino si alzarono di colpo, chiamarono subito i pompieri che con fulmineo intervento, corsero a casa di Albert riuscendo a domare le fiamme. Metà casa era oramai solo cenere, neanche la sua carta d’identità riuscì a sfuggire a quel destino … Quel giorno Albert imparò una lezione importante: mai usare un bastone magico di un film per combattere il fuoco, ma bensì l’acqua.

di Agrippino Peruggio

 

Il bambino qualunque

Segni particolari sulla carta dʼidentità? Nessuno! Era un ragazzino qualunque; un aspetto fisico nella norma, nessuna dote in particolare, nessuna ambizione spiccatamente brillante e tantissime paure. Nulla che potesse distinguerlo dalla enorme moltitudine di ragazzini in giro per il mondo né, tantomeno, per il suo paese! Eppure, lʼanonimo ragazzino possedeva una cosa che gli altri ragazzini non possedevano e che, molto probabilmente, non avrebbero mai posseduto: un originalissimo bastone da rabdomante.
Ed era proprio con quel bastone da rabdomante che lʼinnocente ragazzino era solito giocare! Il piccolo avventuriero si divertiva così, andando in giro qui e lì, inseguendo felice quello strano e magico oggetto che puntualmente gli rivelava la direzione di una meravigliosa fonte dʼacqua dove, infine, era solito sostare. Osservando lʼaqua e rilassandosi immaginava imprese e gesta eroiche che un giorno avrebbero potuto renderlo diverso dagli altri ragazzini… e perché no, magari anche speciale. Sembrarono infiniti i pomeriggi trascorsi così, ma fu proprio in uno di questi consueti pomeriggi che accadde uno strano imprevisto; un terribile incendio coinvolse lʼintero paese. La paura fu enorme per tutti.
Per le fiamme, infatti, poco contava la bellezza o lʼestrazione sociale, non importava se si era graziosi o particolarmente bruttini, anonimi o meravigliosamente brillanti, se si possedeva un grattacielo o una semplice casetta di legno! Le fiamme rendevano gli abitanti esattamente uguali, tutti sottoposti al medesimo rischio.
I soccorsi, tra lʼaltro, non arrivavano! Qualche sfortunata complicanza aveva bloccato i rinforzi costringendo tutti gli abitanti del luogo ad ingegnarsi con ogni sorta di stratagemma pur di spegnere le severissime fiamme. Fu un pomeriggio terribile! Nessuno riusciva ad intervenire concretamente, nessuno aveva i mezzi o le abilità necessarie per salvare il paese dalle fiamme, nessuno, nemmeno i ragazzini ritenuti speciali.
Nessuno… tranne lui! Fu proprio il bambino qualunque con il bastone da rabdomante a rivelarsi lʼunico eroe spegnendo lʼincendio con lʼacqua di una segretissima fonte che soltanto lui era riuscito a scovare! Un ragazzino qualunque che, con il suo bastone da rabdomante, riuscì finalmente a divenire speciale.

di Serena Giorgio De Dilectis

 

Il racconto del nonno

Una breve chiamata ed un consenso, era stato necessario solo questo per far sì che una delle peggiori catastrofi si concretizzasse: il trasferimento. Una nuova Nazione, una nuova casa, un nuovo lavoro. Stavo dando alla mia vita una nuova direzione. Il primo giorno di lavoro non fu esattamente come ci si potrebbe immaginare. Il protagonista principale fu un incendio, non uno qualunque, ma quello del grattacielo di cui stavo supervisionando la costruzione (Sentivo l’eco di un licenziamento!) L’acqua proveniente da una fontana ci salvò, neanche fosse l’acqua di Lourdes, ed io smarrii il mio tesserino, sono sicuro che qualcuno lo nascose sotto il mantello invisibile di Potter. “Nonno, ma non doveva essere una storia divertente?” disse la nipotina. “Io invece volevo sentire una storia horror. Non mi sono spaventato, ora ti rubo il bastone!” disse il nipote con una linguaccia.

di Maria Soviero

 

C’era una volta nell’attico del grattacielo più alto della città

C’era una volta nell’attico del grattacielo più alto della città un bastone di legno pregiato tanto ambito che non ricordava chi fosse il suo padrone.
Il bastone, Triste e demotivato, scorge però sul manico legato da un nastrino rosso un tesserino di un anziano signore che vive in una in una casa di campagna, decide quindi di uscire a cercarlo.
Incamminatosi viene fermato da una fontana che gli dice:
– Il tuo padrone oramai non c’è più, vieni tra le mie acque e vivrai per sempre e felice… –
Il bastone intravede però nella fontana altri bastoni spezzati, spugnati e corrosi dall’acqua e scappa via.
All’improvviso si sente chiamare da lontano, si avvicina ed era una fiamma che gli esorta:
-ho delle notizie importanti da darti, ma avvicinati che sono molto anziano e non sento…. –
Il bastone sta per avvicinarsi ma una folata di vento gli fa avvertire il calore.. impaurito scappa via.
Tutti cominciano a chiamarlo e con varie scuse di attrarlo a sé. Le voci cominciano a rimbalzargli in testa fin quando sente il silenzio di un bimbo non vedente all’angolo di una strada…. Capisce e si dirige verso di lui.

di Christian d’Andrea

 

Storia di un impiegato d’ufficio

Avete presente la routine quotidiana svolta da un impiegato d’ufficio che si alza la mattina sempre alla stessa ora, compiendo sistematicamente sempre le solite azioni nello stesso tempo?
Quasi come se a scandire il ritmo ci fosse un metronomo che ad ogni oscillazione ti fa cadere sempre più in quella ipnotica realtà che tu chiami vita.
“Tic” controlli le notifiche sul telefono, “toc” ti alzi, ti rinfreschi, ti metti a tiro e, se ne hai voglia, mangi un boccone… il resto forse lo sai già e non c’è bisogno che io continui a raccontartelo.
Chi, se pur per un periodo di tempo limitato, non ha compiuto le stesse azioni nel medesimo istante, ripetendole ogni giorno per giorni, magari perdendo del tutto la percezione del tempo?
Eh no! Forse quella non la perdi…
Quella non la perdi … perché vivi aspettando che il tuo tempo di routine passi in fretta per catapultarti quanto prima nel Paese dei Balocchi del Sabato e della Domenica, dove non ci sono né libri, né maestri e quasi nessuno che ti dice cosa fare.
Ma adesso veniamo a noi amico mio, a te che scendi di CASA sempre alla stessa ora, ripercorrendo il solito tragitto per il PALAZZO d’ufficio, magari incontrando la solita vecchietta che dorme avvolta tra le coperte su di un cartone d’innanzi alla FONTANA del piazzale, quella che sembra non tenere a nulla se non al suo BASTONE che per lei rappresenta la sua sola ed unica costante in quella vita che a te sembra così senza senso.
Dopo arrivi in stazione…Dove per giorni, settimane, forse anni, incontri sempre le stesse facce, visi con i quali non condividi nulla se non la PAURA di perdere quel treno e di fare tardi a lavoro.
Quelli nuovi? Li riconosci subito, sono i soli in giro a rivolgerti la parola in cerca di DIREZIONE, informazione.
Il treno arriva…!
… Per fortuna anche oggi ce l’hai fatta!
Tra una swippata e un’altra presto sarai in ufficio…
… ma oggi io non sarò con te … ci ho rinunciato.
Crisi di IDENTITA’ ?! No …
Questa notte un FUOCO interiore mi ha bruciato da dentro, facendo collassare tutto quello che voi chiamate REALTA’ !

di Riccardo di Mare

 

L’ultima avventura

Questa storia parla di Adam, un anziano e tranquillo signore, che ormai da anni vive in solitudine nella grande città di Maya. Un tempo, Adam era uno dei più eroici ed abili vigili del fuoco della città, fino al giorno in cui un brutto incidente, un incendio mai visto prima, fece perdere la vita ad un povero ragazzino e costrinse lui a camminare a vita accompagnato da un bastone. Anni erano passati dal tragico incidente, ma il vecchio ancora non si perdonava di non esser stato in grado di salvare il povero ragazzo.
Un giorno, scavando in una vecchia scatola in soffitta, trovò un ciondolo, un vecchio ciondolo che portava sempre con sé suo padre, e che gli fu donato su letto di morte. Sul ciondolo c’era raffigurato una ruota ad otto braccia, otto frecce con la precisione che per il padre voleva dire “qualsiasi scelta tu faccia, qualsiasi strada tu percorra, se questa è alimentata dalla passione del tuo cuore, essa sarà la strada che ti porterà alla tua realizzazione”.
La mente del vecchio subito associò il ciondolo a quella leggenda che il padre amava sempre raccontargli, e sulla quale egli basò tutta la sua vita. La leggenda narrava di una piccola e vecchia casa, poco fuori dalle mura della città, dove si credeva fosse contenuta la fonte di eterna giovinezza, una fontana d’acqua argentea che chiunque avesse bevuto sarebbe vissuto per l’eternità.
Il vecchio preso dalla malinconia e dalla sofferenza dei suoi ultimi grigi anni di vita, decise istintivamente ed irrazionalmente di prendere parte ad un’ultima avventura, un suo ultimo atto eroico, tanto, in fondo, non aveva più nulla da perdere.
Indossò il ciondolo del suo vecchio e partì, mettendo a fatica un passo dietro l’altro verso la vecchia casa. Tutti nella città di Maya conoscevano la vecchia casa, ma tante erano le storie sul suo conto, storie di demoni e fantasmi, e tutti per paura e terrore se ne tenevano alla larga.
Arrivato sull’uscio della porta, sentì il suo cuore battere all’impazzata, era ancora più terrificante di come la descriveva suo padre nei suoi racconti.
Armato di coraggio e la determinazione di chi ormai non ha più nulla da perdere, aprì l’arrugginita e scricchiolante porta d’ingresso ed entrò in casa.
Con sua sorpresa si trovò in una grande stanza, tutta vuota e buia. Non ebbe neanche tempo di pensare a dove si trovasse che subito la stanza divenne luogo di uno degli incendi più grandi che avesse mai visto. Nel mezzo della stanza apparve un ragazzino che chiamava aiuto, era come ritrovarsi nel suo incubo ricorrente, la sua paura più grande, stava rivivendo l’evento che aveva per sempre segnato la sua vita.
Con la saggezza e l’esperienza di un vecchio e la calma e la freddezza di chi quelle situazioni le aveva vissute innumerevoli volte, riuscì a raggiungere il ragazzo e con un forte abbraccio lo protesse dal fuoco. In quel momento il vecchio realizzo di non aver nessuna colpa di ciò che accadde anni prima, e si sentì così sollevato e rinvigorito da quel fardello che finalmente alleggeriva il suo cuore, che si commosse dalla gioia.
Improvvisamente dalla stanza tutto scomparve, il fuoco, il ragazzino, tutto. Era di nuovo solo al centro del grande e buio salone.
Improvvisamente apparve una giovane ragazza, con capelli dorati e che emanava una strana luce.
La donna le diede il benvenuto, e gli disse che per arrivare alla fonte, cosa che nessuno finora era riuscito a fare, doveva lasciarle un offerta, quello che di più prezioso aveva da offrirle.
L’anziano signore non aveva nulla con sé, se non il suo vecchio portafogli in pelle. Sapeva benissimo che il poco denaro che c’era all’interno non gli avrebbe permesso di superare quest’altra prova, e decise di lasciare l’unica cosa che aveva, o meglio, che gli rimaneva. La sua identità.

Nel momento in cui l’anziano signore prese questa decisione, la stanza cambiò istantaneamente, e lo trasportò ai piedi di una meravigliosa fonte argentea, la fonte di eterna giovinezza. Adam allungò la mano per raccoglierne un sorso, e nel momento in cui la portò alle sue vecchie labbra, scomparve in un bagliore accecante che neanche il sole poteva eguagliare.
L’unica cosa che rimase di lui, su un pavimento buio di una stanza vuota, fu un vecchio bastone.

di Valerio di Mare

 

Un mistero in città

In una sera d’estate una telefonata misteriosa giunge nella caserma dei vigili del fuoco: “è scoppiato un INCENDIO in città!”. Stop, chiamata terminata. I vigili non hanno nessun’altra informazione ed insospettiti anche da un tono di voce ambiguo, decidono di ignorare l’allarme. Ma dopo dieci minuti squilla di nuovo il telefono e stavolta a parlare è un BAMBINO che urla IMPAURITO: “correte, vi prego! La mia CASA sta andando a FUOCO e dentro ci sono i miei genitori!”. “Quale è la via?” risponde il vigile, “non lo so , un po’ più avanti ci sono dei GRATTACELI, vi prego fate presto!”. I vigili individuano la zona, i GRATTACELI sono in pieno centro e si dirigono lì, sperando che anche la nuvola di fumo possa indicargli la giusta DIREZIONE una volta giunti nelle vicinanze. Ed è così che ci riescono, i vigili trovano il bambino in lacrime fuori la villa , il quale dice che il fratello più grande che era con lui era corso in casa e non era più uscito. I vigili intervengono subito ed intanto giunge la polizia che allontana il bambino, portandolo a rinfrescarsi presso la FONTANA che si trovava lì pochi metri. Dopo aver spento le fiamme, i vigili entrano in casa e trovano i genitori del bambino morti intossicati, mentre riescono a portare in salvo il fratello che viene subito affidato ai medici dell’ambulanza e portato in ospedale.
Il mattino successivo partono le indagini per scoprire la causa dell’incendio e viene scoperto un BASTONE di legno bruciato sotto la macchina parcheggiata nel giardino della villetta. La polizia si insospettisce e pensando ad un incendio doloso, affida ciò che resta del bastone alla scientifica per approfondire le indagini. Ma già dopo poche ore arriva la conferma: viene trovato un portafoglio a pochi metri dalla macchina, anch’esso un po’ rovinato dall’incendio; all’interno ci sono dei DOCUMENTI DI IDENTITÀ ma poche lettere sono leggibili e quelle poche sembrano non appartenere a nessuno dei nomi delle vittime.
Chi è che odia tanto questa famiglia al punto da appiccare il fuoco nella loro casa? E soprattutto, perché?

di Nunzia de Francesco

Per gli esercizi di scrittura creativa sono stati utilizzati dei dadi per lo storytelling.