tassonomia di bloom

Il lavoro di Benjamin Bloom

Benjamin Bloom, uno psicologo educativo statunitense, ha lasciato un segno indelebile nel campo dell’educazione con la sua rivoluzionaria Tassonomia di Bloom. Nato nel 1913 e attivo professionalmente dagli anni ’40 agli anni ’90, Bloom si è dedicato allo studio dell’apprendimento e dell’insegnamento. La sua ricerca ha portato a importanti intuizioni su come gli studenti acquisiscono conoscenze e competenze e su come gli insegnanti possono supportare in modo efficace il loro apprendimento.

Il contributo più significativo di Bloom è stato lo sviluppo della Tassonomia di Bloom, un sistema per classificare gli obiettivi educativi secondo la loro complessità cognitiva. La tassonomia, introdotta originariamente nel 1956 con la pubblicazione del primo volume della serie ‘Taxonomy of Educational Objectives‘, ha rappresentato una svolta per l’educazione. Questo framework ha fornito agli educatori uno strumento per organizzare e strutturare gli obiettivi di apprendimento, guidando la progettazione di attività didattiche e di valutazione degli studenti.

In questo articolo, esploreremo più a fondo la Tassonomia di Bloom, analizzando come essa ha influenzato l’educazione e il suo impatto duraturo nel tempo. Scopriremo come gli insegnanti di tutto il mondo continuano a utilizzare questo strumento per migliorare l’esperienza educativa degli studenti, sfidando e supportando il loro sviluppo cognitivo

La tassonomia di Bloom

La tassonomia di Bloom è un modello gerarchico utilizzato per classificare gli obiettivi di apprendimento in diversi livelli di complessità cognitiva. È stata sviluppata negli anni ’50 da Benjamin Bloom e dai suoi colleghi e da allora è stata ampiamente utilizzata nell’educazione per progettare curriculum, valutazioni e attività didattiche.

La complessità cognitiva in ambito educativo e formativo si riferisce alla capacità di uno studente di comprendere, integrare e applicare vari livelli e tipi di conoscenza in situazioni complesse e dinamiche.

Essa gioca un ruolo cruciale nell’apprendimento. Gli Instructional Designer ed i formatori utilizzano spesso modelli come la tassonomia di Bloom per progettare attività didattiche che mirano a diversi livelli di complessità cognitiva, spingendo gli studenti a pensare in modo più critico e profondo.

La tassonomia originale di Bloom comprendeva sei livelli, elencati dal più semplice al più complesso:

  1. Conoscenza: Ricordare fatti e informazioni di base.
  2. Comprensione: Capire il significato, interpretare, confrontare e spiegare il materiale.
  3. Applicazione: Utilizzare le informazioni in situazioni concrete.
  4. Analisi: Suddividere il materiale in parti e comprendere la struttura.
  5. Sintesi: Creare un tutto coerente a partire da diverse parti.
  6. Valutazione: Giudicare il valore di un materiale o di un metodo.

Nel 2001, la tassonomia di Bloom è stata rivista da Lorin Anderson e David Krathwohl, e i livelli sono stati riformulati come verbi e leggermente riorganizzati:

  1. Ricordare: Riconoscere e richiamare informazioni.
  2. Comprendere: Spiegare le idee o i concetti.
  3. Applicare: Utilizzare le informazioni in nuove situazioni.
  4. Analizzare: Distinguere tra le diverse parti.
  5. Valutare: Giustificare una decisione o un corso d’azione.
  6. Creare: Generare nuove idee, prodotti o modi di visualizzare le informazioni.

Rappresentazione della tassonomia

La tassonomia di Bloom è tradizionalmente rappresentata come una piramide o una scala, con i livelli di apprendimento organizzati in ordine crescente di complessità cognitiva. Ogni livello della tassonomia rappresenta un diverso tipo di processo cognitivo che gli studenti possono utilizzare per interagire con le informazioni.

 

tassonomia di bloom

Come applicare la tassonomia di Bloom alla formazione

La tassonomia di Bloom può essere applicata alla formazione in diversi modi. Innanzitutto, può essere utilizzata per definire gli obiettivi di apprendimento. Quando si definiscono gli obiettivi di apprendimento, è importante considerare il livello di abilità cognitive che si desidera che gli studenti raggiungano.

In secondo luogo, la tassonomia di Bloom può essere utilizzata per progettare attività di apprendimento. Le attività di apprendimento dovrebbero essere progettate per consentire agli studenti di dimostrare il loro apprendimento a diversi livelli della tassonomia.

In terzo luogo, la tassonomia di Bloom può essere utilizzata per valutare l’apprendimento. Le valutazioni dovrebbero essere progettate per misurare l’apprendimento degli studenti a diversi livelli della tassonomia.

Un esempio pratico

Soffermiamoci sull’utilizzo della tassonomia per definire gli obiettivi di apprendimento. Immaginiamo di dover scrivere gli obiettivi di apprendimento per un corso sulla Privacy e GDPR usando i livelli della tassonomia di Bloom rivista. Articolando gli obiettivi sui diversi livelli potremmo avere:

Ricordare:
Elenca le leggi e i regolamenti principali relativi alla privacy nel tuo paese.
Definisci cosa si intende per “dati personali” e “consenso informato”.

Comprendere:
Spiega l’importanza della protezione dei dati personali nell’era digitale.
Parafrasa i principi chiave della General Data Protection Regulation (GDPR) o di altre leggi sulla privacy pertinenti.

Applicare:
Dimostra come configurare le impostazioni di privacy su una piattaforma di social media popolare.
Utilizza principi di privacy per valutare la conformità di un sito web o di un’applicazione.

Analizzare:
Distingui tra le diverse categorie di dati personali e le loro implicazioni in termini di privacy.
Esamina una politica sulla privacy e identifica le sue principali sezioni e finalità.

Valutare:
Giudica l’efficacia delle misure di protezione dei dati adottate da un’organizzazione o da un servizio online.
Valuta i pro e i contro di utilizzare determinate tecnologie o servizi dal punto di vista della privacy.

Creare:
Progetta una breve campagna di sensibilizzazione sulla privacy per un pubblico specifico, come gli adolescenti o gli anziani.
Crea un mockup di una pagina di impostazioni di privacy user-friendly per un’applicazione o un sito web.

Solo l’analisi dei bisogni formativi può orientarci nella scelta degli obiettivi per una specifica attività. Ma l’utilizzo della tassonomia ci aiuta nella loro scrittura.

Inoltre la tassonomia fornisce al progettista didattico (Instructional Designer) una struttura per pensare ai diversi livelli di apprendimento e per progettare attività didattiche che incoraggiano gli studenti a pensare in modi più complessi e profondi.

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